Non capita tutti i giorni di vedere il nostro Teatro, in una serata uggiosa e fredda di novembre, quasi sold out per un pubblico che è uscito di casa per assistere alla presentazione di un libro.
Ma tutti i presenti erano ben consapevoli che ne sarebbe valsa la pena!
L’incontro con il Dott. Franco Berrino è iniziato qualche minuto dopo le 21.00 a causa del ritardo del treno, “per una volta che l’autostrada Genova – Pietra Ligure era priva di coda!”, ha sdrammatizzato Stefano Sancho, che gli ha fatto da autista.
Scopriamo così che il Dott. Berrino, dopo una giornata di lavoro, nel tardo pomeriggio ha preso il treno Milano – Genova, nel capoluogo ligure è salito in auto, a Pietra ha fatto una cena frugale, e infine è salito sul palco per presentare il suo libro “Il nostro veleno quotidiano” nel nostro bel Teatro, all’interno della rassegna Grow Festival.
Diciamocelo, noi siamo già stanchi al solo pensiero.
Lui, 81 anni portati con la spensieratezza di un ragazzino, ha chiesto di rimanere solo sul palco, sebbene un contradditorio con un intervistatore avrebbe reso l’incontro per lui più semplice, ha preso il microfono e ha iniziato a bacchettarci, quasi ci conoscesse uno ad uno.
Noi, del resto, il 2 dicembre avevamo già adocchiato quale panettone iper farcito comprare in offerta, e iniziato a discutere con mamme, nonne e zie su cosa cucinare per le prossime festività: perché stare insieme è importante, e mica si può pensare alla linea in quei giorni!
Appena il Dott. Berrino ha iniziato a parlare sul Teatro è sceso un rispettoso silenzio, con tutti gli spettatori attenti a non perdersi neppure una parola.
Tra un dato tecnico e l’altro, il Dott. Berrino ci stupisce con un racconto che ci fa capire la gravità del problema.
In uno dei suoi numerosi viaggi sull’Himalaya aveva notato uno sherpa particolarmente carico, e con non poca fatica aveva affrettato il passo per raggiungerlo e capire cosa stesse trasportando ad uno dei campi base: con sua grande sorpresa notò, tra le altre cose, delle… Pringles.
Ma sono i dati, i numeri freddi, che ci colpiscono e ci fanno riflettere: chi mangia biologico ha il 25% delle possibilità in meno di contrarre un tumore.
Gran parte dell’intervento del Dott. Berrino ha ad oggetto la plastica: abbiamo mai fatto davvero caso a quanta ne buttiamo ogni giorno? Se nella nostra casa siamo l’addetto alla spazzatura, siamo ben consapevoli di quanti sacchi, sempre più voluminosi, trasciniamo fuori quasi ogni giorno.
Ormai qualsiasi alimento è contenuto dentro alla plastica, anche se non vi è motivo; anche per questo dobbiamo imparare ad essere più consapevoli e a non sottovalutare il potere delle nostre scelte quando facciamo la spesa.
Nessuno di noi fa mai caso agli ingredienti, soprattutto quando mangiamo fuori e a maggior ragione se andiamo al fast food. Se dedicassimo un po’ di tempo alla lettura, scopriremmo che un panino del fast food arriva a contenere ben 37 ingredienti, un panino preso sul treno 27.
Le aziende che producono cibo sono più interessate a creare un gusto gradevole per incentivare l’acquisto da parte degli utenti che usare prodotti sani.
Durante l’incontro anche le nostre certezze, quelle tramandate da generazione in generazione, hanno iniziato a vacillare.
Fin da piccoli, infatti, ci insegnano che in una dieta corretta si deve mangiare il pesce azzurro, ma oggi a causa dei mari inquinati dalle plastiche è meglio evitarlo oppure seguire i consigli di chi non si limita ad allarmare ma che dà anche soluzioni, di facile applicazione.
A volte poi, le cose che più fanno male al nostro organismo hanno un costo inferiore; a ben guardare sugli scaffali di qualche supermercato si trovano bibite piene di zucchero che costano meno dell’acqua.
Quando cerchiamo di perdere peso sappiamo che per prima cosa bisogna diminuire l’assunzione di zucchero, ma spesso ignoriamo che ormai si trova in qualsiasi alimento: quantità non trascurabili di glucosio si trovano anche nei salumi.
Ci viene suggerito di non far assumere zucchero ai bambini sino ai due anni d’età, perché è in quel periodo della vita che si decide il gusto che ci piacerà di più nella vita.
Il Dott. Berrino ci ha anche consigliato ricette a cui certamente non avevamo mai pensato.
Ma perché ha fatto queste proposte che generalmente ci si aspetta da un altro tipo di relatore?
Perché il segreto per migliorare la nostra alimentazione è tornare a cucinare i propri cibi, come facevano le nonne un tempo senza cedere al “cibo facile” quello che è pronto al microonde in pochi minuti.
Bel suggerimento, stiamo pensando tutti, ma non abbiamo tempo!
Tra il lavoro, i bambini, i mille impegni della vita, chi ha tempo di fare qualche chilometro in più per acquistare il cibo fresco direttamente dal produttore? Chi ha tempo per mettersi a fare i biscotti fatti in casa o la pasta a mano?
Eppure, così come ci ha ironicamente evidenziato il Dott. Berrino, il tempo per guardare programmi tv di persone che cucinano… lo troviamo! (ogni riferimento a programmi televisivi in oggi molto in voga, è puramente casuale!).
Dopo due ore di incontro e le numerose risposte che il Dott. Berrino ha fornito alle domande del pubblico, abbiamo capito che la risposta è proprio il tempo.
Siamo usciti dal Teatro più consapevoli e con una domanda: il tempo da dedicare alla nostra salute, è così difficile da trovare, tutto sommato?
